Big Eyes, il nuovo film di Tim Burton, pone al centro della storia un dramma familiare che analizza i complessi rapporti tra un marito e una moglie. Walter e Margaret Keane, coppia di pittori i cui dipinti che ritraevano figure di bambini dai grandi occhi divennero un fenomeno di massa tra il 1960 e il 1970.
Sebbene fosse Margaret la vera autrice dei quadri, Walter si impossessò della sua arte, spacciandola per propria e sfruttando la sua capacità come venditore e le sue intuizioni commerciali per costruirci attorno un impero, varcando i confini delle gallerie d'arte e dando il via allo sfruttamento delle riproduzioni delle opere su carta stampata.
Il regista si mette al servizio della storia senza la sua tipica deriva visionaria (a parte la scena in cui Margaret, travolta dall'inganno in cui è intrappolata, inizia a vedere le donne al supermercato con gli stessi Big Eyes delle sue opere). Big Eyes non è un nuovo grande film di Tim Burton per quello che i suoi estimatori possono aspettarsi. E' però un buon lavoro, che sa raccontare una vicenda che ha i suoi punti di interesse, non rinunciando ad usarla come veicolo per alcuni messaggi importanti.
Burton pone l'accento sulla mercificazione dell'arte lasciando scorrere la sua camera sui macchinari intenti a stampare copie su copie dei celebri dipinti dagli occhi grandi della Keane. Più volte, nel corso della pellicola, l'autore sottolinea questo aspetto e si chiede cosa sia realmente l'arte, spostando sui Keane una riflessione applicabile anche alla sua stessa opera, nel chiedersi se l'apprezzamento da parte del grande pubblico la renda automaticamente di scarso valore.
Non è però l'unica riflessione che accompagna il racconto della relazione privata e commerciale tra i due Keane, che con il loro dramma sono anima e corpo di Big Eyes: il regista li usa anche come mezzo per raccontare il matrimonio e le relazioni interpersonali, nonché la figura della donna nel periodo storico che fa da sfondo alla vicenda, grazie all'intensa prova di Amy Adams nel dar vita ad una figura complessa e realistica con le sue fragilità ed il suo estro artistico (la bravissima attrice fa centro ancora una volta: dopo l'Oscar vinto l'anno scorso con American Hustle e' candidata per il Golden Globe per questo film). Le fa da contraltare Christoph Waltz, che interpreta la parte odiosa del marito con tutta la "verve" di cui e' capace l'attore che vinse l'Oscar nella parte dello spietato tedesco in Bastardi senza Gloria di Tarantino (anche lui candidato al Golden Globe per questo film).
In conclusione: Big Eyes e' un film che forse deludera' gli appassionati del "tradizionale" Tim Burton, ma e' una storia ben raccontata, che prende spunto da un fatto veramente accaduto e che ha diversi motivi di interesse, non ultima la bella interpretazione dei due protagonisti.