Il film racconta gli ultimi 25 anni di vita del pittore inglese Joseph Mallord William Turner, un periodo in cui era già noto ed apprezzato in tutta l'Inghilterra. Il passaggio del tempo viene scandito dall'invecchiarsi del protagonista, con i capelli che diventano sempre piu' bianchi, senza dare altri riferimenti temporali alla storia: la vita di Turner è stata infatti priva di avvenimenti degni di nota e quasi esclusivamente segnata dalla costante e ininterrotta ricerca di nuove immagini, nuove idee, nuove ispirazioni.
Il regista Mike Leigh ci fa conoscere un grande artista romantico, anche se lontano dagli immaginari tormentati di altri artisti dell'epoca: il pittore, interpretato in modo magistrale da Timothy Spall, è un uomo solitario e pensieroso, anche se gioviale nei rari momenti di compagnia con i colleghi, lontano dalla mondanità, dalla politica e dalla vita pubblica. E' un personaggio talmente brusco e poco socievole da comunicare per lo più con grugniti anziché con le parole, un personaggio con cui inizialmente si fa fatica a relazionarsi, ma la bravura di Timothy Spall (lo ricordate nella parte di Codaliscia in Harry Potter?) e la maestria del regista fanno in modo che durante il film si trasformi in una persona di cui si scopre anche una certa sensibilita' umana.
Pur concentrandosi quasi esclusivamente sul suo protagonista, Mike Leigh riesce a mostrarci, attraverso il suo sguardo curioso, le città e la campagna inglese, gli abitanti e la societa' in cui viveva il pittore, tratteggiando un'intera epoca in maniera arguta e viva. Il suo Turner è principalmente conquistato dalla natura, e poco interessato, se non addirittura seccato, dai rapporti umani: e' molto piu' attratto ed affascinato da novità ed invenzioni quali il treno e le barche a vapore, e infine la macchina fotografica, che vede addirittura come diretto successore della sua arte naturalista e paesaggistica.
Per essere un film che racconta di un pittore, i quadri, sebbene presenti, sono raramente al centro dell'inquadratura. La scelta, coraggiosa e vincente, di Leigh è quella di mostrarci i quadri di Turner prima ancora che vengano dipinti, attraverso lo sguardo del protagonista sui paesaggi, la sua attenzione per le luci, il fascino che su lui esercitavano alcuni colori. Tutto questo e' reso possibile dalla splendida fotografia di Dick Pope, che in alcuni momenti sembra letteralmente trasformare i dipinti in immagini in movimento.
In conclusione: il film e' un capolavoro, che ci fa entrare in un'epoca ricostruita perfettamente, in compagnia di un personaggio straordinario, un film per gli appassionati dell'arte di Turner, che sapranno apprezzarne la magnifica fotografia e la magistrale interpretazione di Timothy Spall. Un modo geniale del regista di avvicinarci all'opera del pittore puntando a suscitare emozione nello spettatore, piuttosto che tramite un arido resoconto storico della sua vita. Da non perdere.